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Alcune regioni sono gravemente esposte a rischio frane ed è inevitabile che l’insediamento urbano in tali zone sia compromesso. Vista la modalità con cui avviene tale fenomeno il danno a persone è limitato ma quello patrimoniale è ingente. Purtroppo solo dopo insediamenti urbani o di infrastrutture si evidenzia la pericolosità e viene a mancare la sicurezza. I terreni argillosi al contatto con l’acqua si deteriorano, causano instabilità fino a far venire giù interi versanti. Sono molto diffuse in Italia le frane appenniniche. Le mappature, la cartografia e tutti gli altri rilievi del caso ci permettono una conoscenza mirata a conoscere la natura della struttura e della consistenza della pietra e del terreno (litologia) ed anche le trasformazioni, le precipitazioni atmosferiche cause essenziali della trasformazione del suolo.

Interi paesi sono stati evacuati perché dissestati da continui movimenti franosi e quindi gli abitanti si sono dovuti trasferire nelle zone a valle.

La prevenzione si fonda sulla pianificazione di un bacino idrogeologico.

L’obiettivo della gestione del suolo, collinare-montano, è la salvaguardia con l’assetto dei versanti.

Le strade, le ferrovie, i ponti, le abitazioni, le aziende, l’agricoltura, gli insediamenti umani vanno salvaguardati ed ogni intervento richiede l’impiego di professionisti a vario livello.

Le cause degli smottamenti possono essere:

  • La natura del terreno
  • Composizione del suolo
  • Andamento topografico (alternanza di colline, vallate, montagne)
  • Clima e precipitazioni
  • Situazione idrologica (presenza di fiumi, laghi, falde, canali etc.)
  • Disboscamenti
  • Erosione delle acque
  • Opere dell’uomo non adatte al luogo
  • Terremoti
  • Tagli e scavi

Il terreno franato cede aprendo nuove scarpate secondarie o fratture e smottamenti, cioè piccole frane superficiali che procurano delle valanghe di fango.

I rimedi

Sulle aree a rischio non si deve costruire né effettuare scavi o sbancamenti nelle parti inferiori di una frana. Occorre valutare la stabilità globale del pendio.

Per evitare danni nelle strutture a valle è bene che la zona a pendio, dove necessario, abbia delle barriere paramassi o che il pendio stesso venga protetto da blocchi e reti.

 

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