Home Rischi RADON – Le radiazioni killer che escono dal suolo sotto casa nostra

Il radon (Rn) è un gas radioattivo di origine naturale che fuoriesce dalla crosta terrestre

e si disperde nell’ambiente. E’ incolore e inodore. E’ una fonte di inquinamento molto pericolosa e sottovalutata da quasi tutti.

Il radon, oltre che dal terreno, può essere presente anche nei materiali da costruzione (tipo pozzolane, tufo, ecc.) e nell’acqua (anche se in misura minima).

La quantità di radon nel suolo varia a seconda della geologia locale.

La sua concentrazione all’aperto è normalmente molto bassa.

L’alta concentrazione di radon rappresenta un pericolo per la salute e le conseguenze sono patologie cancerogene con maggiore incidenza a carico dei polmoni.

Il Radon è stato infatti classificato, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), la seconda causa di cancro ai polmoni. Viene subito dopo il fumo di tabacco.

L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in Italia il numero di casi di tumore polmonare attribuibili all’esposizione al radon è compreso tra 1.000 e 5.500 ogni anno.

In ambito UE, la  Direttiva 2013/59/Euratom, fissa   il livello di azione in 300 Bq/mc. per le concentrazioni di radon e per le radiazioni emesse da materiali da costruzione.

L’OMS, nel suo rapporto (WHO Handbook on Indoor Radon, 2009) suggerisce un Livello d’azione di 100 Bq/mc.

Il radon è facile trovarlo nelle cantine e nelle zone vicine al terreno (seminterrati ed interrati).

Per determinare le azioni di bonifica da effettuare è necessario effettuare una misura della concentrazione di radon presente nell’ambiente interessato.

La concentrazione di radon all’interno di un ambiente dipende anche da come è stato costruito l’edificio, edifici anche vicini possono essere interessati dal radon in maniera diversa.

Il sistema più comune impiegato per la misura delle concentrazioni di radon è costituito dai dosimetri passivi che consentono di misurare, in un periodo sufficientemente lungo, la concentrazione media di radon presente in un determinato ambiente.

In presenza di concentrazioni significative di radon (cioè quando vengono superati i 300 Bq./mc.) se vogliamo tutelare la nostra salute dobbiamo limitare o impedire l’ingresso del radon nell’edificio  attraverso l’attivazione di una o più  azioni del tipo:

  • aumentare il numero di ricambi di aria nell’ambiente interessato;
  • eliminare eventuali crepe e fessure presenti sui pavimenti posti a contatto con il terreno;
  • sigillare i fori di collegamento con il sottosuolo;
  • mettere in pressione i locali interessati;
  • isolare la casa dal terreno mediante posa a pavimento di membrane impermeabili
  • realizzare idonei vespai di ventilazione

Si ricorda infine che l’importanza del risparmio energetico in una casa è fuori discussione, ma in presenza di elevate concentrazioni di radon nel terreno è indispensabile tenere conto anche di questo gas, altrimenti si rischia di risolvere un problema ma crearne un altro ancora maggiore.

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