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La microbiologia è un campo della biologia che studia i microorganismi, cioè tutti quegli organismi non visibili a occhio nudo capaci di provocare danni alla salute.

Tra questi agenti patogeni ci sono: virus, batteri, miceti (lieviti, muffe) e protozoi (come le zanzare nocive) o altri parassiti.

Per proteggere la nostra salute occorre conoscere quali sono gli agenti patogeni, dove si annidano, i rischi che comportano e quali misure adottare per la prevenzione e la protezione dai danni.

Muffe e lieviti sono un indicatore ambientale spesso correlato alla presenza di elevata umidità e polverosità, ridotta ventilazione e scarsa qualità dell’aria indoor.

Alcune muffe possono essere responsabili di patologie infettive, di reazioni di ipersensibilità, reazioni allergiche e intossicazioni.

Il monitoraggio microbiologico ambientale viene generalmente eseguito per valutare la concentrazione microbica nell’aria (muffe e lieviti e carica microbica totale).

 I parametri microbiologici di base comunemente valutati sono i seguenti:

  • carica batterica totale psicrofila: indicatore della contaminazione batterica ambientale, in quanto i batteri psicrofili hanno una temperatura di accrescimento ottimale intorno ai 25°C (range 15°-30°C) e vivono a spese della sostanza organica in decomposizione nel suolo, sui vegetali e in genere negli ambienti umidi;
  • carica batterica totale mesofila: indicatore della contaminazione di origine umana e animale; la flora mesofila ha una temperatura ottimale di accrescimento intorno ai 37°C (range 25°-40°C) e include molti dei patogeni convenzionali;
  • carica fungina totale (muffe e lieviti): indicatore ambientale spesso correlato alla presenza di elevata umidità e polverosità, ridotta ventilazione e scarsa qualità dell’aria. Alcune muffe possono essere responsabili di patologie infettive, di reazioni di ipersensibilità, reazioni allergiche e intossicazioni.

Legionella

La legionella provoca la legionellosi, una malattia infettiva grave e a letalita’ elevata.

Il termine “legionella” ha origini nel 1976 in un albergo della città di Philadelfia (USA) dove si era tenuto un raduno di ex combattenti della guerra in Vietnam (legionari).

La legionella nasce in ambienti lacustri, corsi d’acqua, acque termali, fiumi, acqua stagnante; prolifera, a temperature comprese tra 20°C e 50°C, in sistemi di tubature, colonne di raffreddamento dell’acqua, condizionatori, umidificatori, flussi per aerosol, piscine, pozzanghere, sistemi antincendio a sprinkler, vasche idromassaggi, fontane decorative, nell’aria condizionata dell’automobile, ecc.

Da uno studio condotto a livello nazionale sulla diffusione di Legionella nell’acqua calda delle abitazioni, è emerso che il 22,6% delle case era colonizzato da Legionella, e che la specie più diffusa era L. pneumophila (oltre l’80% dei campioni esaminati).

Le occasioni di esposizione alla legionella ultimamente si sono in parte moltiplicate per il ricorso sempre più frequente agli ambienti condizionati ed all’aumento dei soggiorni turistici.

La legionellosi si trasmette prevalentemente per via aerea, mediante inalazione di acqua nebulizzata in goccioline finissime contenenti i batteri.

 Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua che facendo gorgogliare aria in essa, o per impatto su superfici solide.

Ciò in parte spiega perché la maggior parte dei contagi di legionellosi avvengono per esposizione in ambienti con aria condizionata, in vicinanza di fontane, o per inalazione dei vapori durante il bagno, la doccia, l’idromassaggio.

La malattia non si contrae bevendo acqua contaminata, ma respirando le goccioline finissime di acqua contaminata.

I colpiti da legionellosi possono presentare sintomi quali: febbre elevata, dolori muscolari, insufficienza renale, diarrea, mal di testa, dolori al torace, tosse generalmente secca (ma può essere anche purulenta), confusione mentale, ecc.

La malattia, specie se diagnosticata tardi, o insorta in soggetti molto deboli, può portare al decesso.

Per impedire al batterio di annidarsi è necessario:

  • non permettere all’acqua di ristagnare o di condensare
  • evitare la formazione di sedimenti nei serbatoi di acqua
  • controllare la manutenzione degli impianti e pulirli periodicamente
  • controllare il buon funzionamento degli umidificatori e dei filtri
  • effettuare trattamenti bioacidi per non permetterne la proliferazione
  • impedire all’acqua potabile fredda di entrare in contatto con acqua calda

Umidità

L’umidità indica la quantità di vapore acqueo contenuta in un metro cubo di aria ed è espressa in grammi. Quando la temperatura si alza, aumenta anche l’umidità assoluta. Se avviene un abbassamento di temperatura il vapore acqueo si condensa. Questo tipo di condizione diventa nociva superando certi limiti che favoriscono l’insorgere di parassiti.

Le umidità nocive sono causate:

  • da infiltrazioni (ad esempio quando la copertura di un edificio non è integra)
  • per capillarità (cioè all’interno dei muri non protetti e specialmente nelle fondamenta)
  • per condensazione (nei punti interni ovvero nelle zone dei ponti termici o nelle pareti esterne non isolate nel modo appropriato ma anche tra i muri e le intercapedini e gli intonaci).

In presenza di umidità:

  • si può verificare il degrado dei muri
  • si instaurano funghi e muffe che rischiano anche di far marcire gli indumenti

     negli armadi

  • si possono verificare farinamenti, sgretolazioni, macchie, scagliature e marcimenti ben visibili a occhio nudo

Nelle infiltrazioni capillari l’umidità viene provocata dall’acqua di risalita o dalla spuma marina in cui si trovano disciolti sali corrosivi; questo capita in tutti i casi dove è carente l’impermeabilizzazione degli ambienti.

Spesso anche l’acqua alzata dai veicoli di passaggio provocano umidità da infiltrazione laterale fuori terra dove i muri confinano con una strada.

Con una strumentazione adeguata si riesce ad individuare la causa del problema e di conseguenza dove e come intervenire.

L’umidità non ha effetti rovinosi solo sulle cose ma anche sulla salute poiché l’aria diventa malsana e può provocare patologie a carico dell’intero organismo: respiratorie, cardiovascolari e reumatiche.

Occorre in molti casi installare una centralina di controllo per conoscere la pericolosità o lo stato di sicurezza dell’ambiente.

Anche un basso livello di umidità è nocivo al corpo umano perché l’aria che giunge al sistema respiratorio se troppo secca o troppo calda causa danni all’apparato respiratorio. Se l’aria è troppo secca occorre installare degli umidificatori.

La formazione di condensa sulle finestre è il segno di eccessiva umidità.

Muffe (Aspergillus fumigatus).

Le muffe sono provocate da umidità e condense e si presentano con macchie di colore scuro verdastro o grigio scuro, a seconda della causa. Nascono in ambienti chiusi, umidi e poco aerati.

Sono funghi pluricellulari che possono coprire superfici o annidarsi all’interno di pilastri, nei solai o sotto le finestre, nelle murature e nei pavimenti.

In esse si riproducono le spore che formano uno strato schiumoso o filamentoso indice di decomposizione di materiali e macerazioni.

Maggiore è la presenza di muffa, maggiori sono i rischi per la salute. Oltre alle frequenti irritazioni degli occhi, della pelle e delle vie respiratorie, occasionalmente si riscontrano anche allergie. Con il tempo, le irritazioni delle vie respiratorie possono degenerare in bronchite cronica (tosse) e asma. A causa del loro odore penetrante, le muffe possono altresì compromettere il benessere delle persone. Non da ultimo, sono sospettate di essere un veicolo di raffreddori.

La muffa si riproduce anche sul cibo avariato. Quelle pericolose entrano nel primo tratto dell’apparato respiratorio provocando insufficienze immunitarie e le tossine possono provocare allergie, pruriti agli occhi, congiuntiviti, tosse e infiammazioni.

A scopo preventivo arieggiare frequentemente l’ambiente, almeno due volte al giorno, aprendo per 5–10 minuti tutte le finestre e le porte per cambiare l’aria.

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